Grappa sulle rocce
Luciano Tarabella
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Andiamo a berci un grappino
in cima alla montagna
al riparo da orecchi indiscreti
e testicoli con l'orchite.
Non si trova più un secondo
per stare noi con noi;
c'è sempre qualcuno
che rompe l'incantesimo
le atmosfere giuste
e le palle a forma di geoide.
Voglio stare solo
nel sole della Sila
all'ombra dei cipressi
ma senza urne
e senza tutti i versi che so
oltre quelli che scrivo.
Poeti di tutto il mondo
UNITEVI
e buttiamo via tutto
affinché nella sera
i nostri versi cadano
sul cranio dei responsabili
irresponsabili
ed il sospiro della Terra
forte come un boato
ci faccia inorridire.
E che più nessuno
osi l'inesorabile
e che il crepitìo
delle nostre pagine strappate
faccia digrignare i denti
a questa finitezza oscena.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele10 luglio 2011
AVVOLTE, l'ideale comporta il suo riesumo e dal cuore si estrae essenza nel diverso dei principi cui si estende l'anima... e un gradito grappino sull'alture rinfranca ogni modesto pensiero nel suo delicato coinvolgente umore... sentita e apprezzata
Francesco Luca10 luglio 2011
testo condiviso... andiamo e mandiamo tutto ... complimenti


