Tepore
Giovanni Chianese
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Scricchiola la pioggia insistente,
tegole ammuffite godono
il ritmo battente.
Morfeo delle tenebre
svanisce dal tonfo di saetta.
Palpebre inumidite,
nel tepore di un letto,
staccano il bacio della notte.
Occhi che non vedono
schiudono al cielo
in una stanza cieca.
Gentildonna, supina,
sfiorata da mano maldestra,
riprende l'abbraccio
e scaccia il torpore,
brivido caldo riemerge,
soavi mani affondano
prospicienti apidi sodi.
Due corpi in simbiosi
inneggiano Morfeo
nel silenzio della notte...
ed è quasi l'alba.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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