L'incontro
Le labbra dischiuse,
le gote arrossate,
"Ciao mamma, io esco,
voi non mi aspettate".
Le mani sudate:
i momenti più attesi,
lui turba d'attesa
dai muscoli tesi.
Cammina, leggera,
cammina veloce,
le gambe tremanti,
strozzata la voce.
"E' tardi", lui pensa,
"perché si trattiene?
Le parlo, la bacio
E vediam come viene".
Ma verbo, si sa, è uccellino ferito,
che vola nell'aria,
ma presto è perito.
Così pure a lui
il coraggio mancava:
promessa già fatta
nell'aere sfumava.
Intanto lei giunge,
i capelli nel vento,
lo sguardo, un sorriso,
poi ancora altri cento.
Lui "ciao" le diceva,
saluto distante;
lei timida aveva
vergogna incalzante.
E insieme avanzavan
Nel fioco riflesso,
ché il sole già aveva
un colore più fesso.
Parole più lievi,
esitar di cerbiatti,
qual loro apparivan
nei teneri atti.
Lui forse già amava,
lei ancora dubbiosa,
ma nova appariva
carezza smaniosa.
Smaniosa di gesti
Ispirati da Amore,
che tacque, sorrise
ed accese il furore.
©
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