Florence

Cinta mura turrite
e spavalde
con adorno di rondini
e merli
e il maschio a svettar
tondo tondo.
Svicolar sotto arcuati
chiassetti
e il sostar assai dotto
in piazzette
donde leva armonioso
e argentino
chioccolio di vetuste fontane.
Scorre l’Arno sotto un Ponte assai Vecchio
e quell’ acque
che han scritto la storia
hanno posto sigilli
di gloria.
Dona al mondo bell’arte
che conta
monumenti e pregiati dipinti
è di Florence il vanto
del giglio
...e del David fattezze
ammalianti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Duilio Martino12 febbraio 2012
Poesia bellissima che sa ben cogliere l'essenza di Florence ...ma soprattutto quella vista con occhi "giovani" e pieni di vita. Chi non si rconosce in questa lirica... Beh certo forse pur interessato alle fattezze del David...(da un punto di vista atistico) magari in piazza della Signoria ne contemplavo altre... ma questa lirica è il succo... di FIRENZE. Bellissima!

