Improvvisa la pioggia d'estate
elena rapisa
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Più non s'ode
frinire ossessivo
di occulte cicale.
Immota la palma.
Non un volo.
S'incupisce il cielo
da nubi fosche ingrigito.
Inizia come svagato
il chiacchierio di gocce sui tetti
e, ancor lontano brontola il tuono
foriero di scrosci violenti.
Trema e rimbalza sull'onde
che il libeccio trascina
la barca,
e il pescator ammainando
veloce la vela
impreca ad un mare
fattosi ostile.
Si fa deserta la spiaggia;
sorridono solo gli amanti
mischiando la pioggia
all'afrore dei corpi allacciati.
Finalmente soli
uniti da lampi d'amore.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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