Ingiusto addio
Occhi languidi mesti
inseguono il padrone,
senza alcuna giustificazione,
mi lega e s'allontana via.
Immobile guaisco
e ancora non capisco
il male che ho commesso.
In questi miei lamenti
ricordo le corse e poi gli affetti
e tutti i bei momenti,
di quando l'incontrai.
E questi ancor sovrastano
nella mia triste mente
le botte e le sgridate
per colpe immeritate.
Il mio amor è puro, sincero
e lo perdonerei
se mi tornasse a prendere
glielo dimostrerei:
anche se m'abbandona
lui ancor non ha capito,
che rimarrà per sempre
il mio miglior amico.
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Commenti (2)
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Anna Maria Scamarda25 luglio 2011
Sì, questi nostri amorevoli amici, sono proprio degli esseri speciali. E riescono ad amare, ad amare tanto i loro padroni, al di là degli ingiusti e crudeli torti subìti. Bei versi. Molto apprezzati.
rosanna gazzaniga29 luglio 2011
E' proprio così, un amore immutato, eterno che certi umani non meritano e che non troveranno mai più, se non in un altra creatura come quella che hanno crudelmente lasciato ai margini della loro esistenza! Molto bella!

