Esistenza
In mezzo all'oceano sono
e pur sarò sempre e solo, al buio
abisso di pallide essenze
salmastra un fiotto raschia la gola
l'arpione crudele avvinghia la carne
vuole lacerazione, di sangue
l'onda rubecchia cerchia per poco
il blu cupo ritorna compagno
e ricordi, pesci colorati e beffardi
danzano attorno e tu vivi e nuoti
e speri l'isola mai vista, vivi
e nuoti senza dimenarti, con compostezza
vivi
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (2)
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EnzoL27 luglio 2011
un testo fortemente evocativo, veramente un lavoro splendido... sono ammirato
Salvatore Armando Santoro3 dicembre 2011
Non è facile comporre liriche sull'esistenza. Tu ci hai provato ed hai dato un tuo contributo. Ma anche tu alla fine, con quel "vivi", esprimi la tua impotenza di fronte agli eventi che coinvolgono l'esistenza umana senza alcuna nostra possibilità di cambiarli. In fondo c'è della filosofia, un po' pessimistica, in questa poesia!

