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Impressioni 29 luglio 2011 · lettura 2 min · 1343 letture

Isonzo

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Valter 18 poesie pubblicate
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Negli occhi neri di Siciliano, si riflettono un cielo nero, avaro, sconosciuto. Rimangono aperti anche dopo la sepoltura. Gli si leggono il terrore lo stesso terrore degli occhi Austriaci, Ungheresi, Toscani, Piemontesi, Pugliesi, Umbri, gli si leggono il terrore e la voglia di vivere ancora. Intanto l'Isonzo si porta verso il mare tutto quel sangue. Il Calvario e il Sabotino sono rossi come le lettere di soldato, scendono a valle i morti barcollando tra le pietre grigie. Escono dalle trincee, anticamere della fine, sazi di parole spremute come "PATRIA e DOVERE!" Ahi Patria, Ahi Dovere! La mia Patria, il mio dovere, sono lontani, pare gridi il soldato. Mia moglie, i miei figli i miei padre e madre, la mia, mia terra, bagnata dal sudore mio e dei miei padri! Morire e tutto il mondo muore, per l'onore, degli assetati d'onore. Scendono le carni verso l'Isonzo, e assieme muoiono, assieme alle carni muoiono le madri e i padri. Quella, le divise non le conosce. E' tempo di mietitura, ieri grano, oggi uomini. I rivoli di sangue affluiscono nel fiume verde di gioventù, Sintesi di figli, padri, mariti, sintesi rossa di vite spezzate, Isonzo... Tomba di molte tombe.
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