Isonzo
Negli occhi neri di Siciliano,
si riflettono un cielo nero,
avaro, sconosciuto.
Rimangono aperti anche dopo la sepoltura.
Gli si leggono il terrore
lo stesso terrore degli occhi
Austriaci, Ungheresi, Toscani,
Piemontesi, Pugliesi, Umbri,
gli si leggono il terrore
e la voglia di vivere ancora.
Intanto l'Isonzo si porta
verso il mare tutto quel sangue.
Il Calvario e il Sabotino
sono rossi come le lettere di soldato,
scendono a valle i morti
barcollando tra le pietre grigie.
Escono dalle trincee,
anticamere della fine,
sazi di parole spremute
come "PATRIA e DOVERE!"
Ahi Patria, Ahi Dovere!
La mia Patria, il mio dovere,
sono lontani,
pare gridi il soldato.
Mia moglie, i miei figli
i miei padre e madre,
la mia, mia terra, bagnata
dal sudore mio e dei miei padri!
Morire e tutto il mondo muore,
per l'onore, degli assetati d'onore.
Scendono le carni verso l'Isonzo,
e assieme muoiono,
assieme alle carni muoiono
le madri e i padri.
Quella, le divise non le conosce.
E' tempo di mietitura,
ieri grano, oggi uomini.
I rivoli di sangue affluiscono
nel fiume verde di gioventù,
Sintesi di figli, padri, mariti,
sintesi rossa di vite spezzate,
Isonzo...
Tomba di molte tombe.
©
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