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Introspezione 30 luglio 2011 · lettura 1 min · 5628 letture

Dove ancora cade la neve

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Nacque d'inverno la mia anima. Era freddo fuori. Il gelo ricopriva il giardino, - raccontava mio padre - e i fiori riposavano l'attesa, mentre piccina cullata dal solo respiro, mi stringevo alla vita. S'accesero di stelle le primavere negli anni, correndo al passo d'estati poggiate a speranze che non s'arrendevano e sicure danzavano nella solitudine, quando nemica seguiva il silenzio. Ma freddi gli inverni spensero i sogni, e i semi marcirono nel nulla su quel giardino, dove ancora cade la neve, ed è freddo dentro.
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Qui, nel cuore, dove il ricordo di mio padre non avrà mai fine.5 marzo 2012
L'autore
Rita Minniti
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Commenti (7)

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Silvia De Angelis31 luglio 2011

Sempre intense sensazioni trasmettono i caldi versi dell'anima di questa splendida autrice, nel suo particolare stile, posato su immagini dell'anima... Versi piaciutissimi

Antonio Biancolillo4 agosto 2011

...su quel giardino... dove la neve conserva congelato quel nulla... e l'inverno canta sempre il suo silenzio. tra semi di sogni che non riescono a sbocciare e rimangono a marcire nella loro fredda solitudine... Pensieri introspettivi che arrivano malinconicamente dentro l'anima... intensi disegnano le senzazioni dell'Autrice che... con grande maestria... sa usare i colori dei versi... Apprezzatissima...

L
Libera Mastropaolo5 marzo 2012

Profonda, scorrevole, densa di emozioni e sentimenti da cui emergono ricordi teneri e tristi. Molto piaciuta, grande Rita!

Elena Poldan5 marzo 2012

Magico e delicato questo modo impressionista di esprimere il proprio mondo interiore, cosparso di malinconia e, spesso, di disillusione. Ottima!

Pierangela Fleri5 marzo 2012

Nel profondo affetto deufradato troppo presto, questa intensa lirica, sentita nel profondo coinvolge e immerge.

Elle6 marzo 2012

Come la sento mia questa incantevole nostalgia. Ho anch'io un giardino... e lì c'è mio padre, che cura le sue piante, ogni giorno, mi chiama, , un sorriso... e capisco quei semi che cadono... Splendida segnalo la sensibilità, l'anima... e infiocchetto il cuore.

Arcangelo Galante6 marzo 2012

Un dolce ricordo della propria infanzia, legato alla figura paterna ed a quel racconto legato ad un giardino in cui "i fiori riposavano l'attesa" nel freddo gelo invernale. Il trascorrere del tempo e delle stagioni ci fa vivere con nostalgia quei ricordi che lasciano una traccia indelebile nel cuore spegnendo, a volte, anche i sogni più belli, lasciando spazio ad un freddo interiore. Versi molto belli che evidenziano una fortissima sensibilità d'animo dell'autrice. Letta con vero piacere e condivisa!