Sul giardino del nulla

E' stato
un arrivederci integro.
Dalla struttura semplice,
con l'implicita promessa
di non mutare.
Il patto sui baci non dati
e i brividi dello sfiorarsi.
Per un attimo
ha scricchiolato l'idea
dell'amabile evasione.
Poi,
inoppugnabile,
il saluto è approdato.
E ovunque sei andato,
per certo,
il sole non svolta mai ad ovest.
Io invece,
come volevo confessare,
non guardo mai il sole.
Perché
basterebbe la tua pelle.
Ma incalza
soltanto la nostra distanza.
Quando m'affaccio
sul giardino del nulla,
dove una pioggia scrosciante
scolorisce gli occhi.
E chissà
se al ritorno
mi troverai la stessa.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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