Oro et laboro d'amore
Ezio Falcomer
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Ti adoro odoro mio oro di vulva
cerbiatta ai prati d'inchiostro saraceno
mia torre del libano intrisa
di magma di rame schiumoso
feltro d'astarte
esanime mi induro
e odoro tuo oro di schiava razziata
mantide del mare
che in ossimori di fiati
pervade mio lavoro
il mio sordo cantare
da grondaie d'amore.
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L'autore
Ezio Falcomer
Commenti (3)
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mario calzolaro1 agosto 2011
interessantissima... soprattutto per le immagini e l'armonia... di questo canto riesco ad udire il "suono"!
Silvia De Angelis1 agosto 2011
Particolare originalità e lessico ricercato, in una sensuale intrigante, gradita alla lettura e apprezzata
Gabriele Chiaramonte1 agosto 2011
Sono davvero colpito per come tu sia riuscito a trascrivere la passionalità più intensa in versi tanto raffinati da elevare la carnalità dell'atto. Ottima scelta lessicale e metrica



