Di si bella morte morì il conte
Hariseldom
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Oh gente che racconto
che trepida avventura,
che bella è la morte
quando essa viene
per difendere l'onore
di giovin damigella
al portico delle civette.
Così il conte di fiera stirpe
venne ritrovato con la spada in pugno
colpito a morte
per difender l'onore di tal pulzella.
Di certo era stata assalita da truce straniero
uno di quei barbari dal villoso petto
tatuati e d'altra fede
e lui
cavalier templare
di San Sepolcro
tirarsi indietro non poté di certo,
era o non era un cavaliere?
Così d'esso raccontaron alla plebaglia
che d'onore
e di bella morte venne colpito
contro dieci figuri loschi
e ben armati.
Il vecchio becero
quel senzadio
del vile cacciator di frodo
a dire il vero
altra storia raccontò all'osteria,
che di ferite il conte
non ne ebbe neanco una
e che morte lo colse
nel letto della donzella.
Chi osa ora
dir tali blasfeme parole
di certo
è del demonio servitore
e della nobiltà gran nemico.
Or pare strano che quella ancella,
d'onore a dire il vero
poco soldo,
due scudi al massimo
e lei te la dava
ma guai a dir
ch'ella fosse meretrice
rischio s'avea di finir in prigione
a parlar male
di tal bella morte.
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Commenti (1)
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Clara Gismondi2 agosto 2011
Per un cavaliere e un guerriero forse è più onorevole morire in battaglia che nel letto... ma quando il cuore si ammala... non vede più molto bene... Ironica e ben scritta, bella poesia!

