Donna
Donna, donna, madre
vacillano i passi pesanti
di una vita insulsa,
di infinite e infinite urla soffocate
dalle spremute del frutto ingiusto.
Arrampicandoti allevi figli e dolori
in giorni che non conoscono il miele
ogni cosa s'appoggia come il tempo
sulla schiena di madre.
E' una festa.
La festa amara sta nei tuoi occhi
nudi, rossi e viola
in tutte le sere
che allunghi una mano
e non ci trovi niente.
T'amiamo e saperti
metà viva e metà morta
c' invecchia e ci rattrista.
Ordineremo sete e giullari
per rivedere il sorriso
canti e nenie affinché
il tuo sonno sia dolce e profondo
chiederemo ai venti
di cospargerti di petali d'orchidea
e che i profumi d'incensi d'aloe vera
e di vaniglia precedano
il tuo risveglio.
Non esiste una notte così lunga
da non far vedere l'alba.
E' solo una questione
di sapere attendere.
Donna, madre, nonna.
©
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