Non ci si batte senza usar le mani
Stanotte, tra i lampi e i tuoni,
un branco di lupi fuorilegge
ha sorpreso nel sonno il nostro gregge
e scannato più abbacchi che montoni.
Non possiamo aspettare un'altra stragge
- dice abbattuto il capo dell'agnelli -
pertanto, amatissimi fratelli,
è ora che facciamo le valigge.
Armiamoci con falci e martelli!
- dice un abbacchio con il manto rosso -
li seppelliamo tutti dentro a un fosso
e la facciamo finita coi flagelli!
A me mi piacerebbe ma non posso,
stanotte m'hanno fatto male a un piede.
E io, non vedi, ho un occhio che non vede!
E guarda io, sono ancora scosso!
Non si fa la lotta senza fede,
non ci si batte senza usar le mani,
cerchiamoci ricoveri lontani
in luoghi dove il lupo non accede.
Che ne dite di scendere giù ai piani?
C'è l'erba fresca, c'è pure qualche rivolo,
niente più lupi, niente più pericolo...
Ma che sei scemo? Lì ce so' gli umani!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonio Biancolillo14 agosto 2011
Forte e significativa la chiusa a questi versi... che ben sviluppano il tema trattato... una favola che vive il suo significato in questa realtà dell'uomo... Molto apprezzata...
