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Morte 8 agosto 2011 · lettura 1 min · 2413 letture

Nel giorno della mia morte non portate fiori

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Tra mille anni ed un giorno, quel giorno, il giorno della mia morte; non portate fiori, ma date i soldi ai poveri del mondo, che quel che non ho dato da vivo io dia da morto. Nel giorno della mia morte, tra mille anni ed un giorno, se avete voglia, nella chiesa dite pure una mia poesia, che qualcuno rida, che sia buffa e non puntigliosa, scegliete un brano di una favola e recitatela nella navata, magari Nadir mentre cavalca strani animali nel suo mondo. E infine, infine non parlate male di me basta che quel che ho dato non sia perduto, infine fate una risata, il prete non capirà ma se c'è un Dio lui si.
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Commenti (7)

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Rossi Alessio8 agosto 2011

Poesia molto bella e toccante... chi di noi non ha mai immaginato cosa preferirebbe che succedesse il giorno della sua morte? Versi molto intensi, complimenti

Mimmo Mariano8 agosto 2011

Scusa ma perché dobbiamo pagare noi quello che non hai voluto o potuto pagare tu in vita? Naturalmente scherzo e ti auguro di rimandare il tutto a duemila anni e due giorni. L'idea comunque è bella e la condivido. Meglio essere ricordati con un sorriso ed un pizzico di allegria!

Maria Mele8 agosto 2011

Molto originale questa poesia. Non credo che ci abbia mai pensato qualcuno a dare delle direttive sul proprio funerale ahahahah. Molto ma molto carina. !

Aldo Bilato8 agosto 2011

tra mille anni e un giorno, quel giorno... saremo tutti presenti, perché se no agli assenti, toccaherà pagar pegno: recitare per mill'anni ancora questa tua poesia, così da ricordarsi tra mill'anni, di esserci quel giorno... cià*

Michele Tropiano8 agosto 2011

Se asserisci che "quel giorno" arriverà fra mille anni e più, allora hai tutto il tempo di dare ai poveri quello che fin ora non hai dato, tanto fiori non te ne porto lo stesso! A parte gli scherzi, particolare questa poesia, mi è piaciuta ad ogni modo soprattutto la fine: una risata che non potrà capire nessuno se non un dio, che magari non c'è neppure... All'ultimo verso della prima strofa secondo me però c'è da correggere una cosetta: "io LO dia da morto".

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peter8 agosto 2011

molto bella e sentita. però i fiori sono sempre belli anche per chi li compra. l'idea che qualcuno mi ricordi con un fiore mi piace. piuttosto mi farei seppellire dentro una bara di cartone e senza cuscini di seta vari. ancora complimenti!

Clara Gismondi8 agosto 2011

Non avvallerò mai la morte se non quando ha deciso di arrivare per se stessa. Partendo da questo presupposto e sperando veramente che sia tra mille anni e un giorno... non dobbiamo temere la morte se non per quello che è...Altro è se arriva quando ancora abbiamo qualcosa da fare sulla terra... Quindi datti da fare... La poesia vista nel suo aspetto ironico è molto bella... Bellissima l'idea di leggere qualcosa di tuo qualcosa che lasci il sorriso e non l'amarezza... Gran bella poesia... lascia il segno direi!