S'aggira

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L'apostrofo, segno appena percettibile tra le parole, ma presente e importante... bella, molto apprezzata la metafora.
"Può un'assenza essere cosi presente?" L'accenno di una presenza disintegra l'arma più potente che ci sia: la Parola; riempendo il vuoto di assordante mancanza. Il dolore è sottoscritto per intero negli "spazi vuoti" di questo scritto e dell'autrice. Immagini penetranti cariche di un profondo "sentire" che lascia immobili, fissi sui propri passi... Mi congratulo con l'autrice, una breve di grande impatto emotivo.
La brevità di questa poesia diventa alle orecchie di chi legge profondità assoluta. Profondità dell'anima e del sentire del cuore, così fortemente legati tra loro, che riescono a far immergere il pensiero in un pensare talmente acuto e magistralmente descritto che incanta. Un apostrofo, così apparentemente banale, così a volte quasi inutile, diventa protagonista di uno spaccato tra parole e sguardi che può mietere distanze insormontabili. Un piccolo pensiero questo dell'autrice, ma grande, talmente grande da perforare l'anima del lettore... leggendola. Complimenti di cuore!
Ho inserito un segnalibro in questa poesia, di cui colpisce l'essenzialità e l'evidenziare nel giro breve di parole l 'incomunicabilità tra gli umani. bella anche l'assonanza "stacca" "spacca".



