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Dialettali 12 agosto 2011 · lettura 1 min · 1235 letture

Din

silvio tommasini 42 poesie pubblicate
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Din din din a sfiorar co le man la to pel, e la not... po la not... se là mur de l'amor. Va a la daga la ment a le strazhe strazhae tel castel del Peron, sboà do e ti partia, par la dent, pora dent, su na storia finia. Traduzione Giorni giorni giorni a sfiorare con le mani la tua pelle, e la notte... poi la notte... siete là mura dell'amore. Va al giaciglio la mente ai vestiti spiegazzati nel castel del Peron, crollato e tu andata via, per la gente, povera gente, su una storia finita.
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Finale della silloge Al castel del Peron tratta da "oltre quel cielo". Dopo sol, neo, os e not già pubblicate tocca a din (giorni) In "Din" il ritmo è diverso, nei testi precedenti i versi erano senari ora sono settenari. La musicalità del dialetto consente degli accostamenti molto belli, come: "se là mur de l'amor", le strazhe strazhae, o altri passaggi. Lo stesso inizio "din, din, din" pare un lieve suono di campana, Nel finale la "pora dent" è povera gente non perché povera, ma perché non ha capito che la storia non può finire così.

L'autore
silvio tommasini

Sono nato nella frazione Chioè (Cioè) di Lamon il 22 novembre 1951. Ho frequentato le scuole elementari alla Costa, Avviamento a Lamon, Istituto Tecnico Industriale a Feltre. Ho iniziato a scrivere tardi, pubblicato il primo libro “Na olta & dess” nel 1997 in prima edizione, nel 1999 una seconda edizione dello stess

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