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Riflessioni 12 agosto 2011 · lettura 2 min · 1144 letture

Il selvatico Antico

Ezio Falcomer 135 poesie pubblicate
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A piedi nudi, il bambino carezzava la ghiaia e il prato, innamorato d'aria malarica di palude. Passava accanto a topaie, cantine che sapevano di muffa, di sale, di salumi. Tentava la cattura della rana dell'anguilla del granchio, il ginocchio affondato in palustre melma, lubrica e accogliente, possessiva, tiepida. Ignaro, felice, senza lessico per dirlo. Le venture svicolavano, segrete, per meandri morbosi, l'inguine urlante di chissacché. Astioso muso, soddisfatto broncio. Era la vita selvatica, con avi sepolti lì vicino. Era l'anguria, rossa di festa, ingozzata per sfida, con ardenti fauci succhiata: una mischia, una gara di acqua piscio e zucchero. Erano i gatti sgozzati, la notte, da enormi, orgogliose pantegane. La matriarca, era, che negli occhi infilzava forbici a galline e conigli; sgozzava e scorticava con dolcezza e grazia di nonna, tutto un sapere di secoli bisbigliato e rubato tra gli alari. Compatto tribale branco attorno a urla di maiale e a cipolla con sanguinaccio. Il sangue fluente, caldo, su vasca di legno, libagione a preolimpici benevoli Lari, benedicenti già prima di avere. E i celesti occhi del bambino, immobili, da erotica sacrificale furia ipnotizzati.
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Ezio Falcomer
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Commenti (1)

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EnzoL12 agosto 2011

un testo meraviglioso... con uno stile he tanto mi piace! ricordi di bimbo... storie cruente e dolci d'infanzia andata... conservo veramente molto molto piaciuta!