Teatrante
elena rapisa
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Sofferta recita della finzione.
Squamare come serpente
volti assunti per caso
o volontà d'apparire.
Esser sempre presente
e poi svanire
sotto mentite spoglie
di anonimo pagliaccio
con lacrime dipinte
a celar reali doglie.
E stare al gioco
gettando allo sbaraglio
sogni, anima e mente.
Sentirsi vuoto dentro
a sipario calato
su vite altrui
chiedendosi
* chi son io veramente *
in un teatro anonimo
privo di spettatori
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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