Vagabonda

Vagabonda erro
alla ricerca della mia vela
lo chiedo al guardiano del faro,
imploro il pescatore
e il marinaio,
ma non trovo più la
mappa,
il timone già vacilla
e il vagar mio
non mi sorprende.
Mi risveglio al pallor
di un'alba incerta,
cerco disperatamente
solo un timido raggio di sole,
un arcobaleno dopo la bufera
ma una cortina
di nebbia
mi acceca la vista.
Sensazioni sconosciute!
Mi ostino a voler
cambiare questo folle mondo
in un mondo normale.
Ma...
non ho più certezze.
Sento scivolare una
lacrima silente:
mi accorgo di essere ancora viva
e... respiro.
©
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Commenti (1)
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Antonio Bruno15 agosto 2011
La bellezza di ciò che ci circonda è la fonte della nostra ispirazione. La linea che si torce per formare i simboli del significato è generata dalla realtà. Perché cambiarla? Cos'è normale? Vuoi assoggettarla a ciò che per te è il Mondo? E la musa ispiratrice che fine farebbe? E la tua poesia? Sii prudente spendida falena che la luce acceca e le lampadine roventi bruciano le ali impedendo per sempre il volo!
