Ristrutturazione dell'amore nell'Io
Amante della solitudine
resto nel dubbio
sulla mia rettitudine.
Percepisco un'inquietudine,
non sto sull'incudine.
La tua dialettica
mai fu eretica.
Bastar a se stessi,
ipotesi
a sembrar fessi.
Un dubbio in seno,
ed io
sto a la fermata del treno.
Riprendo la Parola,
non sto
col blocco in gola.
Non son
animo gaio
e tu
non porti il saio.
Manchi
del cristologico candore
ma,
in te
ancor vedo una scia:
mi sovvien l'idea
d'un'affascinante scia.
La solitudine
amical consuetudine.
Mi stanca la tua assenza:
accorcio la distanza.
L'Amor
non è incombenza
non lo amo
e resto sano.
*
Ti guardo
*
Non resto sordo
or' sciolgo
l'animo contorto.
Consapevole di me,
lascio perdere il se.
Un magico laccio,
allungo il braccio.
Scavalca il ricordo
il nostro abbraccio.
©
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L'autore
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Sono un ragazzo abruzzese che studia Legge, mi diletto nello scrivere poesie e racconti. Ogni tanto metto in versi ciò che penso, credo che la poesia sia una modalità raffinata di comunicazione e di analisi, mai dev'essere arma di autocompatimento. Non serve necessariamente un cuore spezzato per creare una poesia. Sp
Commenti (2)
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Luigi Arcopinto18 agosto 2011
Particolari ed intensi versi d'amore a comporre un'apprezzatissima lirica... Complimenti!
C
Citarei Loretta Margherita18 agosto 2011
apprezzatissima lirica, particolari versi d'amore, originalissima complimenti
