Ritorno dal futuro

Cielo di rami e foglie,
il giorno la luce perdeva,
Occhi lucidi,
lacrime solcano le guance,
tremori percorrono il corpo,
la paura pervade l'unione,
scorpora dal corpo la mente,
la solitudine accompagna l'automa.
Il raggio trafigge la selva e,
come freccia, indica la strada,
miriadi di falene seguono in volo.
Agli occhi come miraggio appare
la città distesa sul colle,
il cuore riprende la corsa,
i polmoni si espandono,
il sangue ossigenato
la mente rigenera.
Nuova esistenza.
Ho visto...
Auto trasparenti fluttuare nel cielo,
nel silenzio, di strade invisibili.
Ho visto...
Piccoli edifici variopinti,
leccati dal sole i tetti
di vetro scuro a piramide,
pur senza riflessi, splendere.
Ho visto...
Ciclisti e pedoni percorrere
strade di fresco asfalto,
lungo campi coltivati e prati fioriti
ove l'estasiante profumo,
unito al fresco alito del vento,
il respiro rende leggero.
Ho sentito...
Nelle orecchie echi
di animali in libertà.
Ho visto... l'insegna...
di legno di abete...
"Futurosa",
(l'umano ambiente al valzer dell'armonia).
Ho visto e percepito
la città ideale
ed ho pianto di gioia
quando ho udito
una voce sussurrare:
"svegliati uomo non è un sogno,
non è un miraggio,
questo è il futuro prossimo".
©
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