Il buon leghista
Com'è bello
salire la montagna
camicia verde
e cappello alpino
a noi i fatti
a loro le parole
a loro i circoli
a noi le piazze
lo leggi nei miei calli
cosa sia il lavoro
solo e con sudore
mi son creato
fuori dalle balle
zingari e terroni
soli siam padroni
del nostro territorio
tutto è silenzio
nella casa fortezza
c'è il coprifuoco
di nostra sicurezza
mai mi perdo
l'oceanica adunata
e gioioso scendo
la storica spianata
un solo grido
accoglie il capo
con la spada
ci fa strada
alziam la testa
e per nostra dignità
di barbarie
facciamo civiltà
son razzista
e me ne vanto
e son arrogante
d'essere ignorante
di pensare
non m'importa
la mia guida
mi supporta
non dirmi di lettura
ancor meno di cultura
che vuol dir scrittura
non è contronatura?
Con chi m'è uguale
son buono ed ospitale
ma il diverso
dev'essere converso
vado e vengo
fra fiere e sagre
di ben ber
non mi trattengo
c'ho il lustro
di mia ronda
mi dà gusto
pestar fronda
finalmente siam padroni
basta umiliazioni
nostre son ragioni
fuori tutti dai coglioni.
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Commenti (1)
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Michele Tropiano23 agosto 2011
Eheh è divertente, anche se in realtà dovrebbe far piangere... hai dipinto perfettamente il perfetto leghista!! Mi piace come è costruita, i suoni di alcune parole, e in generale con questo ritmo veloce a mò di canzoncina (per cretini, anche se c'è qualche verso che stona un po'... Apprezzata
