Amori digitali

Inchioderemo lacrime rincorrendoci
su autostrade statali innamorandoci,
sconvolgendoci,
le sere a furia di graffiarci
ci siamo sepolti in valli
autonome fino a star male,
a verniciare di baci i prati
col nostro esser sensibili,
in cimiteri d'abbracci.
E andiamo a vedere
le fantasticherie delle luci
a carbonio
delle centrali nucleari,
le comete illuminate
che precipitano
nel vuoto cosmico.
E come fosse
un incastro di atomi
fusioni interstellari
di cuori inchiodati
a pareti superficiali
di ragazzi deficienti,
vieni a rincorrermi,
vieni a fottermi.
Fantasticheremo, dici
sulle nostre posizioni
difendendoci,
scopando fino all'esaurimento dei sensi,
vieni a vedere l'avanzata
dei vuoti nel tuo cuore.
Rinunceremo a conoscerci
per conoscerci meglio
tra magliette sbiadite
e una chat di merda,
chi siamo noi
se non immagini di repertorio
già viste?
Parleremo delle nostre estasi
che arriveranno dopo orgasmi
digitali, e piangerai
nelle stazioni a dipingere
le tue lacrime, aspettando
di fotografare i treni,
abbracciami stupida.
E andiamocene da queste città
assordanti, da queste chiuse
fosforescenti,
andiamocene a defluire
le poesie in prati,
ad asfaltare amori digitali
su qualche incrocio
fino alle sei
di mattina.
Le lettere d'amore scritte a computer
non hanno più lo stesso peso
dei baci usati.
©
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L'autore
Andrea Corba
Andrea Corba, aspirante poeta friulano ventitreenne, inizia a scrivere verso la fine del dicembre del 2008 dopo una dolorosa perdita nella sua famiglia. Questo fatto inizialmente lo distrugge ma attraverso lo spirito della musica arriva a comporre le sue prime poesie, sottoforma di ...racconti, inizialmente. Le sue poe
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