Considerami appena
Considerami appena,
uccidimi d'ansia
e poi sputami lontano.
A fine stagione, dismettimi
come fossi un capo
senza nessuna importanza.
Esserci per te,
ormai non conta nulla,
sono uno scolorito transito
nell'ottica del tuo prisma.
Mi tracci come fossi una parentesi,
passi e mi calpesti dentro,
con la tua sordida
lapidazione verbale.
Sai solo condannare,
e se potessi mi manderesti al rogo,
assorto come sei a decifrare
a rovistare nei miei giorni.
Forse non abbiamo mai vissuto,
se nemmeno mi ricordo
come sia stato, che le tue braccia
mi abbiano amato, cullato, protetto.
©
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