Il cielo a volte mi sputa
Il cielo a volte mi sputa
e cado come una goccia
in qualche posto.
Caddi, occupando la sedia
di sempre, ascoltando
il solito rumore,
fumando nella solita maniera
compulsiva, ma sola.
Senza i visi conosciuti
un altro tempo.
Scrivevo scarabocchi,
che si slegavano da sé stessi,
curvandosi fino a sillabare
un nome.
Portai quel nome alle mie labbra,
dandogli suono con la mia lingua,
per dopo abbandonarlo in un sospiro.
Fu allora, che lui apparve
nella stessa forma solitaria,
in cui io mi feci corpo,
davanti ai suoi occhi.
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Commenti (1)
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Michele Tropiano17 dicembre 2011
Immagini originali e decisamente forti, che danno ai versi un tocco anche amaro. Peccato per la forma, non troppo curata...
