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Introspezione 4 settembre 2011 · lettura 1 min · 1045 letture

Da quelle stanze in pietra

M
Mela 233 poesie pubblicate
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da quelle stanze in pietra ho un ricordo che basta quello di una notte aperta ai miei liberi sorrisi quelle stanze in pietra tu vorresti negarmi ma il tuo intento è vuoto d'appiglio la marionetta si è slegata ed ora vi é una crepa che fa sognare il cielo da lontano provo ad ascoltarmi incorniciati i tuoi santi non incutono più terrore da queste stanze in pietra l'odore acre del passato rivestito di cinico sorriso indurito e spaccato dal gelo come il vetro della piccola finestra in camera da letto il legno consola la rigida estensione del marmo un centrino riscalda la fotografia di una famiglia in posa sono minuti e ore pesanti nell'attesa che la rabbia trabocchi dallo stretto collo lo stomaco si stringe nelle ginocchia come allora cerco di sentire il vero ma la crepa lascia passare aria tra una dimensione e l'altra non so più a quale appartenere
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Commenti (2)

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hy ju5 settembre 2011

La foto di famiglia riscaldata da un centrino. Lo stomaco si stringe alle ginocchia. L'acre odore del passato. Posso quasi sentirlo: sa di canfora, di tabacco da pipa e di detersivo in povere al cloro. Luoghi lontani, gesti remoti, lasciati in una soffitta. Poesia intrappolata da un senso di desolazione e desiderio inappagato.

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Barba29 dicembre 2011

Una storia di momenti intensi di malinconia. Una stanza che come pietra contiene il tempo di sentimenti, racchiusi in ogni cosa. E poi vi sono gli odori che parlano, e confondono, e quella crepa. La trovo molto intensa, e vedo una figura distesa o seduta, persa nei pensieri, fissa e sospesa, tra una dimensione e l'altra. Mi è piaciuta molto, per la sua densità,e per le immagini nitide.