La corte dei desideri
Le continue congiure alla mia sanità mi espongono ai furori del vento.
Relegato il piacere nelle spire dell'inedia non vanto più il presente.
Il gravoso peso della mia coscienza non ha più speranze.
Soccombere ai funesti silenzi della ragione rimane la sola via di fuga.
Tenterò di arrampicarmi sulle rocce sfrondate fino ad intravederne la cima.
Il computo dei miei errori si fa lungo e articolato.
La scure della solitudine si abbatte sulle tortuose vie dell'esistenza.
Pregherò di nuovo nel tabernacolo del giudizio affinché osteggi le mie perplessità.
Una corte di desideri non goduti mi condurrà sulle spiagge assolate dell'infedeltà.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!