Eravamo in sette
Giovanni Chianese
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Eravamo in sette
in quella casa dirupata
alla periferia di un paese
che di stalla odorava
Era ricco di valori
quel domestico focolaio
forti e magri nutriti eravamo
con latte di capra pasta pane
e mortadella di maiale
Mai mancava
la mamma in casa
con amore ci sgridava
ci guidava e ci cresceva
Ora quella casa non c'è più
vedo solo asili nido
case uffici e dormitori
e madri che lavorano
sono stanche e solo per nome
si fan chiamare mamma
Di sera si mangia e poi si dorme
e dialogo non si dona
a figli già cresciuti
da nonni mas media
games e facebook
Ora mamme e papà
hanno altro per la testa
non c'è tempo per i figli
tanto da soli se la sbrigano
Bollette varie
mutui e finanziarie
inghiottono l'amore
e aprono ai divorzi
Ora i figli dialogano
con sms e messegen
e nemmeno più la lingua san cos'è
son viziati e senza amore perché
non c'è tempo per l'amore
e poi ci si lamenta quando
tg parla di adolescenti
che fan bravate
come da film malavitosi
e racconti trasmessi da tv
Adulta gente meditiamo
corsa pazza è la nostra
e non giova a figli nostri
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (2)
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Cinzia Gargiulo10 settembre 2011
Una riflessione su quelle che sicuramente sono le cause più probabili dello smarrimento dei giovani... Apprezzata.
I
India10 settembre 2011
Siamo tutti responsabili, nessuno escluso. La colpa non è solo dei genitori, ma della vita stessa, che ci divora.

