I padri
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (5)
" Dove ho sbagliato?" questa è la domanda del genitore che scopre suo figlio tossico o altro. A volte non si sbaglia, sono circostanze della vita, oppure si sbaglia inconsapevolmente, a volte invece, è esattamente come dici tu, ma emettere giudizi è forse rischioso. Sai, non parleresti così se avessi un figlio suicida (e qui sul sito qualcuno ce l'ha).
La trovo un po' dura anche se reale. Anche da bravi genitori possono nascere dei ragazzi problematici. Molto incisiva che ci porta ad analizzarci profondamente. Complimenti!
Complimenti per questa Mr. tamburine man del big Dylan Non sei il solo ad avere poesie non convalidate. Ci sentiamo sul blog per un'altra Comoedia di Dante.
a volte si trasmette qualcosa del nostro dna, forse la vita è stata più clemente con noi che con loro. Non sei mai stato una pietra che rotola? Io si, ma fortunata, se lo fossi stato non scriveresti versi così giudicanti,
Una lirica severa, addirittura sprezzante, le colpe di un genitore possono essere enormi, ma non c'è mai la controprova che senza quegli errori sarebbe andata diversamente, un figlio osserva ma molto spesso rifiuta la strada che un padre cerca di indicargli, ed è giusto così, vuole sbagliare da solo ed un padre deve saper perdonare. Non so se l'autore ha un figlio, ma questa lirica sembra essere più un'auto- accusa che un giudizio verso figli degli altri.


