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Sociale 10 settembre 2011 · lettura 1 min · 2668 letture

I padri

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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quel tossico in piazza che rotea gli occhi smanioso d'incontrare il suo tamburrino è tuo figlio quel ragazzo solitario che compulsa siti porno e schifezze, anche lui è tuo figlio come quell'altro che sale nell'auto potente ubriaco marcio a provare il valore della sua vita e dell'altrui è tuo figlio e il giovane che sniffa neve dagli occhi sfolgorando una lacerazione doppia è nato da te si lascia ai figli quel che si è seminato
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è il futuro che redime il passato... le generazioni future redimono in generale le colpe delle passate13 agosto 2013
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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (5)

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India10 settembre 2011

" Dove ho sbagliato?" questa è la domanda del genitore che scopre suo figlio tossico o altro. A volte non si sbaglia, sono circostanze della vita, oppure si sbaglia inconsapevolmente, a volte invece, è esattamente come dici tu, ma emettere giudizi è forse rischioso. Sai, non parleresti così se avessi un figlio suicida (e qui sul sito qualcuno ce l'ha).

Laura Sensoli10 settembre 2011

La trovo un po' dura anche se reale. Anche da bravi genitori possono nascere dei ragazzi problematici. Molto incisiva che ci porta ad analizzarci profondamente. Complimenti!

renato carpentino5 ottobre 2011

Complimenti per questa Mr. tamburine man del big Dylan Non sei il solo ad avere poesie non convalidate. Ci sentiamo sul blog per un'altra Comoedia di Dante.

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davina169 ottobre 2011

a volte si trasmette qualcosa del nostro dna, forse la vita è stata più clemente con noi che con loro. Non sei mai stato una pietra che rotola? Io si, ma fortunata, se lo fossi stato non scriveresti versi così giudicanti,

Enrico Baiocchi13 ottobre 2011

Una lirica severa, addirittura sprezzante, le colpe di un genitore possono essere enormi, ma non c'è mai la controprova che senza quegli errori sarebbe andata diversamente, un figlio osserva ma molto spesso rifiuta la strada che un padre cerca di indicargli, ed è giusto così, vuole sbagliare da solo ed un padre deve saper perdonare. Non so se l'autore ha un figlio, ma questa lirica sembra essere più un'auto- accusa che un giudizio verso figli degli altri.