Non voglio più
Giuseppina Di Noia
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Non voglio più restare a guardare
la mano di chi muore
pensare alla mattanza
mentre riordino la mia stanza
come se il mondo fosse fuori
e accontentarmi di un ordine incompleto
in un mondo piccolo e rinchiuso
mentre il disordine del mondo sfugge alla ragione.
Non voglio più ascoltare il caos delle ossessioni
le malattie
le perversioni,
coprire tutto con la musica
e ignorare come per logica
urla e pianti oltre la tolleranza
raccapriccianti.
Non posso più annusare il mare
senza pensare
che a pochi metri
su un barcone un uomo piange
lacrime di malinconia
e si è venduto il domani per andare via
e ritrovarsi imprigionato in discriminazioni
e dalla giustizia è flagellato.
Non posso più passare oltre
come chi guarda e discorre di ogni coltre
come di un lontano patire
quasi inverosimile e improprio,
sono cittadina di questo mondo
sono vita in questo vivere
il mondo è mio
è di ognuno
possiamo catalogare
incasellare ogni status
ogni razza per appartenenza
per la sola suprema arroganza
di chi vive da un lato della terra
in cui il sole batte
e per fortuna o per punizione
non potremmo mai avere cuore del mondo e le sue rovine.
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Giuseppina Di Noia
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