I Bronzi di Riace
Pietro Gennaro
39 poesie pubblicate
+ Segui

Anfiarao! Perché tu, o indovino del re
della Magna Grecia, dopo navigar tanto
non hai previsto quanto accaduto?
Io Greco Tideo atleta nonché principe di Calidone
partito con te vicino da Argo
armati di lancia e scudo noi fummo.
Saper tu già dovevi il mio destino!
Dopo aver navigato tanto
eppur a Marina di Riace affogammo.
Ah, Agelada, mio giovane creatore di Argo
Maestro di Mirone, Fidia e Policleto!
Giacevo a otto metri nel mar Jonio.
Io, appartenente al gruppo dei sette
di Tebe e dei loro discendenti!
Loro, innalzati nell'agorà di Argo.
Salvi i miei discendenti. Invece io a Tebe
divoratore del cervello di Melanippo fui!
Affogato rimasi fino all'anno settantadue.
Tu Anfiarao, indovino ma più piccolo di statura
accanto a me rimani esposto di spalla mi fai!
Anche senza nessuna armatura.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pietro Gennaro
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
