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Uomini 15 settembre 2011 · lettura 1 min · 1167 letture

I Bronzi di Riace

Pietro Gennaro 39 poesie pubblicate
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Anfiarao! Perché tu, o indovino del re della Magna Grecia, dopo navigar tanto non hai previsto quanto accaduto? Io Greco Tideo atleta nonché principe di Calidone partito con te vicino da Argo armati di lancia e scudo noi fummo. Saper tu già dovevi il mio destino! Dopo aver navigato tanto eppur a Marina di Riace affogammo. Ah, Agelada, mio giovane creatore di Argo Maestro di Mirone, Fidia e Policleto! Giacevo a otto metri nel mar Jonio. Io, appartenente al gruppo dei sette di Tebe e dei loro discendenti! Loro, innalzati nell'agorà di Argo. Salvi i miei discendenti. Invece io a Tebe divoratore del cervello di Melanippo fui! Affogato rimasi fino all'anno settantadue. Tu Anfiarao, indovino ma più piccolo di statura accanto a me rimani esposto di spalla mi fai! Anche senza nessuna armatura.
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