512 lettori online · 358.985 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Natura
Natura 17 settembre 2011 · lettura 1 min · 4751 letture

I giorni di vendemmia

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
+ Segui
Siede il respiro e sul viso una goccia di primo mattino mi sfiora. Il sentire trascorso, se ci penso, era poco importante. E' nostalgia adesso sotto pelle e sulle ciglia quell'odore di acerbo andare verso la collina; le risa fino allo steccato del gioco a nascondino tra i filari. Ma voltarmi, qualche volta alla memoria, non fa male. Scomposti anni ritornano sereni all'emozione di trecce spettinate sull'uscio della vecchia casa di campagna. Accanto, cestini pieni d'uva e il gorgoglio del fiume, e il sapore dei baci tra i vitigni. E il ricordo del mosto, consumato dal profumo che sfiniva il cielo, mischiato all'incerto gusto della sera su visi ubriacati dalla gioia, m'ha accompagnato lungo gli autunni che seguirono, e mi riporta adesso a non guardare più ai giorni di vendemmia come allora.
♥ 0 💬 4
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Rita Minniti
Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mariasilvia23 settembre 2011

L'animo cambia nel "sentire" e nel "ricordare" e mutano gli occhi con cui si guarda. Nostalgia e malinconia velata per ciò che non ritorna... Anche se la natura offre uno spettacolo meraviglioso e suggestivo in questa stagione. Scritta con pacatezza e tenera dolcezza. Meritevole di lode. Complimenti veri.

Daniela Pacelli23 settembre 2011

I ricordi, la nostalgia vibrano sempre nei tuoi versi, sempre soavi e ben strutturati, come pochi sanno fare. Tornare su quei posti e ricordar le sensazioni e le emozioni non è mai uguale, non è più la stessa cosa, gli occhi guardano con un diverso sentire. Molto bella, fa sognare Rita!

Rosy Marchettini24 settembre 2011

Poesia che è un 'opera d'arte Gioiose grida bambine nei giorni in cui l'odore aspro del mosto aleggiava là ...quanti sogni, quante speranze,...quanto amore... ed oggi, si oggi quel luogo tanto caro al cuore viene vissuto con emozioni di ben lumga diverse da quelle di ieri... Applausissimiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Annamaria Barone26 settembre 2011

Nei versi e nelle parole, nei profumi e nelle pennellate l'autrice racconta come un sogno l'avanzare dell'autunno mescolato a ricordi bambini, quando le cose, chissàperchè, avevano altri sapori di bocca e di cuore. E' una poesia magnifica da leggere e rileggere mentre dolce avanza il tramonto e forse, un poco poco arriva anche un pizzico di malinconia.