Savoir vivre

Commenti (12)
Allora non metterci troppo tempo ad arrivare da me e risvegliarmi, dama nera. Ti sto aspettando. Sono stanca di prendere coltellate alla schiena.
Apprezzatissima anche se condivido concetti epicurei... dove si dice che che la morte non deve essere temuta perché... non è nulla. "Quando ci siamo noi, la morte non c'è, e quando c'è la morte, non ci siamo noi". Complimenti piaciuta tantissimo come redatta...
Passavo da queste parti fischiettando... non pensavo di trovarmi di fronte ad un passaggio a ...LIVELLO... o a LIVELLA!...azz... la saluto e me ne vo'... Scherzi a parte... tanta verità nei tuoi versi... Cia°
Direi che Duilio con il suo azz... mi ci piombo in assoluto e credo che la vita ci faccia sentire delle sensazioni le più straordinarie anche se sulla nostra pelle e ricadono come liquido, come colata di cemento che solidifica il nostro agire in una smorfia ...Ma mi vengono in mente i grandi poeti maledetti... Purtroppo il soffrire li rende anche più credibili perché certe sensazioni, al limite della pazzia, sono rare. Te ne rendo atto... Stupenda poesia!
ed è difronte a testi del genere che mi rendo conto della pochezza ... (mia ovviamente) mi sono venuti i brividi dal 2 verso fino alla fine... su giù, peli che si rizzano, non sono esagerato a parer mio, trovo questo testo un capolavoro che solo Bilato ci poteva regalare... veramente a bocca aperta... conservo segnalo la stampo la condivido ... troppo troppo bella
grande testo appaga i sensi il cervello ed anche le budella... inchino al poeta
bellissima... questo tono così pacato... ne felice ne triste... una semplice verità...pulita pulita
niente da dichiarare... sa già tutto lei... lei raccoglie tutto... una chicca, piaciutissima!
non si commenta un capolavoro... lo si osserva estasiati!
per Terzani "la fine è il mio inizio"... Troppo persi in quest'io spesso caotico a volte anarchico... nessuna "discesa libera" verso il basso, verso l'anima. Come punto abbiamo una virgola... mai contenti, presi dai conti da pagare, dal consumismo forzato, dall'indole che non si arresta mai... Dalla nuova maschera da indossare, che poi cambiamo a seconda del nostro interlocutore. Solo difronte alla morte possiamo (forse) essere noi stessi... sperando che la "dama nera" non faccia parte di un "sistema" altrimenti anche prima di perire, prima di calare il sipario, indossiamo una nuova "maschera impura" per l'ultimo spettacolo. Bella, davvero bella.
Colpisce alla prima frase, tramortisce alla seconda, scorre sulla pelle come unghie su una lavagna, leggi d'un fiato, rileggi, fino all'ultima considerazione dove l'autore sembra ridere della morte di se stesso di noi. Fantastica










