Nuova costellazione
Nelle quiete notti raccolte,
quando il respiro
si compiva lento e familiare
tu, spogliata di turbamenti
arrendevi a me il capo.
Era la mia spalla
che ti accoglieva
facendosi culla,
e nelle mie braccia
l'impazienza
di aderire
con ogni centimetro
alla tua pelle.
No, io non dormivo,
centellinavo nell'oscurità
il calore di ogni sospiro.
Avaro mi nutrivo della tua essenza
prima di svanire nell'infinità della notte.
Quante volte ho implorato il tempo
di lasciarci soli con l'eternità.
Tu creatura mantenuta integra
non tollerasti nella natura
cedimenti e disonori.
Per questo adesso sei lontana
come una particella qualunque
nello scintillio del firmamento.
Io nomade penitente ora
consumo la vita a scrutare il cielo
con la promessa di incontrarci su una stella
e fonderci ancora
in una nuova eterna costellazione.
©
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