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Uomini 27 settembre 2011 · lettura 1 min · 2008 letture

III profezia

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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quando l'acqua amarissima del giglio imbottigliata col pieno a rendere digesto ciò che pesa un quintale e passa e chi aggrazia mediterà in effervescenze bollate di saper smagliata la sua vittoria falsa, allora si rivolgerà lo specchio nero contro e pioverà bruttezza nelle città che sono diventate come vedi quando fisserà lo specchio nero contro e ogni cosa cadrà in disgrazia tanta che settantasette secoli distintivi da questo non gli rifarebbero la faccia, allora si vedrà urlare eternamente nel buio pozzo dove strisciano gli incubi quando ingabbierà nella crosta del sigillo il tempo musi e muse si faranno muti cerchi perenni così è stato sempre
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l'attore è qui il significante, non il significato, costretto in azioni di slittamento e/o capovolgimento e/o annullamento semantico, del segno ma non nel suo terzo componente... qui vi è solo l'esistenza di una mera "grafia", sullo schermo o sulla carta, ma non ancora ha e non deve avere un'interpretazione, poiché indosserebbe l'abito di un contenuto rischiando di cristallizzare in scrittura fossile... e tutte le Apocalissi, invece, sono scritture vive perché per significanti!...

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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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