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Sociale 29 settembre 2011 · lettura 1 min · 2652 letture

Il giogo (la mia giornata)

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* mi lavo: sveglio il cervello al giogo cade il tirannosauro due carte, una tagliola: cade infinito tempo meni come un tamburo ... mi sporco: le mani contro il muro ma non mi sposto altri mondi non s'avvedono del futuro: mi rialzo potete darmi addosso infierendo ...
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il giogo, è un dispositivo, che fin dall'antichità etc... permette la sottomissione, l'attacco d'una macchina e la manovra, da parte d'un operatore: posizionato di solito dal di dietro... eh! ... ma non mi arrendo...

L'autore
Aldo Bilato
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Commenti (7)

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Duilio Martino29 settembre 2011

E già le carte ...tagliole... Mi piego ma non mi spezzo... Grande Aldo... ma fai attenzione a chi ti sta dietro!...Il pericolo incombe!

Angela Fragiacomo29 settembre 2011

non ci si arrende... o ci si arrende a tratti... solo per riprendere fiato, e rialzarsi... questi versi mi risuonano amari, seppur intrisi di riscatto e ribellione... perché mi domando, dove e quando, l'uomo ha sbagliato tutto...?...sempre in lotta gli uni contro gli altri... o con( tro) se stessi... ma è questa la vita...?...mah... eppure in questa lirica ben s'avverte quel senso di trincea in cui siamo, quotidianamente... ma chi aziona il giogo? molto suggestiva ed intensa, molto pensata ed apprezzata

EnzoL29 settembre 2011

L'arresa mai... meglio morire che piegarsi... questo si che è onorevole... belle le parole e i versi affilati... ma quante volte cediamo in piccole dosi? grande!

luigi8829 settembre 2011

Credo che nell'ultimo distico ci sia un po' la chiave di tutta la poesia... tutto può succedere, sconfitte o conquiste, un metro in più rubato al nemico o un passo indietro, ma se a supporto c'è la resistenza e la convinzione di farlo, bè allora il dito medio è sempre pronto a fare stretching... e non parlo di terapie! Anche senza borchie al polso o smorfie sotto la cresta si può essere ribelli del terzo millennio... una poesia scritta ad arte come questa ne è l'esempio... Aldo ti stringo virtualmente la mano... complimenti...

Barbara Golini29 settembre 2011

Bilato spesso da dimostrazione di possedere un forte senso del sociale, una grande sensibilità e una gran voglia di non arrendersi mai. Uno scorrere muto questo suo versificare, ad ogni parola, verso si percepisce il silenzio di chi subisce che come sempre lo fa in solitudine e nel silenzio del mondo e della gente perbene. Il silenzio assordante di chi soffre ha saputo esprimere in questa sua questo splendido autore, mai uguale a se stesso

Clara Gismondi30 settembre 2011

Ultimamente penso che il ritmo a cui ci siamo costretti come esseri umani sia fuori delle regole del vivere... in modo decente. Siamo stretti in una morsa che oltre a essere giogo è anche tagliola... Occorre ritrovare qualcosa di perduto che ci allontana dalla vita altrimenti soccombiamo. Rialzarsi per non morire basta solo a sopravvivere ma non è giusto. Parlo per me, per te, per tutti coloro che si alzano al mattino e si sentono come hai magistralmente descritto. Bellissima poesia...

malaluna2 ottobre 2011

davvero non si sa se altri mondi non s'avvedono del futuro, quello che sappiamo è che per svegliarsi bene dobbiamo essere noi a menare (tempo compreso)