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Uomini 29 settembre 2011 · lettura 1 min · 2176 letture

IV profezia

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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quando il giardino che cresce bendato con la scorza di un disegno storto il vuoto di gelidi segni di brina temperata a fuoco disseccherà ogni stelo e calice e corolle e verminosi eserciti e scorpioni squasseranno le fibre di polvere e desolazione sarà immagine vera quando la polvere mostrerà il velo l'uccello metallico s'abbatterà al suolo esplodendo in vetri di bicchieri e due serpenti s'incontreranno neri profilati trafiggendosi di fronte e sessuali macchinari a scorte porteranno coi coni elettrici l'automa all'amplesso di sangue e bitume quando le fibre squasseranno il miraggio sarà immagine vera accosteranno lisce labbra a secca fonte morendo eternamente di sete così è stato sempre
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ancora il significante in gioco... ancora una "pittura" senza interpretazione, come un presentito lampo di rosso senza essere ancora "rosso"... pura possibilità, pura esistenza... "dire prima" è dire il sentire, il sentimento, senza il categoriale... è profezia!

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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (1)

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EnzoL29 settembre 2011

ogni qual volta che capita di leggere questo Autore, rimango incantato dalla sua dovizia e dalla bravura con cui dipinge le sue metafore... lascio la mia ammirazione, trovo anche questa tua come la precedente 'Profezia' veramente incantevole