Pensieri (le notti dell'anima)
E' di quella energia
partorita da una estrema debolezza
che voglio parlare.
Vagavo sonnambula
dentro la notte dell'anima.
Ombre minacciose mi seguivano
ed altre mi precedevano.
Io nel mezzo
a destra uno strapiombo
a sinistra una lunghissima scalinata
in salita.
Mi blocco sul ciglio dello strapiombo... decisa
tremavo, quell'infinito vuoto mi terrorizzava.
/e se non fossi morta?
Se fossi vissuta in un eterno sprofondare?/
NO! Insopportabile un tal vivere...
troppo, oltre ogni umana sopportazione.
Mi ritraggo e seguo la popolata sconosciuta oscurità
che precedendomi mi lasciava liberi due passi alla volta
solo due...
Temevo l'oltrepassarla!
/e se oltre non vi fosse stato altro che buio?/
Nel mio cuore il panico aveva fatto la sua tana.
La scalinata, dove mi condurrà la scalinata?/
I piedi già lividi dal gelo che avevo dentro
non potevano salire, no non potevano!
D'un colpo mi ritrovai davanti al primo scalino,
carponi, con le mani cominciai a salire
ero totalmente assente! Non c'ero!
Sentivo il duro e levigato marmo
un minuto? un ora, un giorno, un secolo?
Improvvisa una inaspettata luce e...
rientro in me e vedo
ruscelli scorrere
ascolto
pettirossi cinguettare
odoro
profumo di terra appena arata,
di verde erba appena tagliata.
Uomini, donne e bambini
sorridenti, gioiosi mi vengono incontro.
In piedi mi inebrio a tal visione!
Avevo superato la notte dell'anima
e con il coraggio della paura
mi donai totalmente alla beatitudine
della luce ritrovata!
©
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