Marea che assale
E' come la marea che lenta sale
dolce lambir le sponde .desiderio
o l'improvviso roboar che furente inonda.
E' come lieve frusciar lieve del vento
a volte carezza alitando pelle
o ulula sferzando carne.
E' come il canto dei pensieri belli
arpe che armonizzano la mente
o stridenti arpie graffianti.
E' questo carnale desiderio
che vita da alle vene
e infiamma carne al tocco voluttuoso bocca.
E' brama il possedere dei corpi
e il fornicar in talamo fallace
o di bianco vestir in letto di sposa.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Maria Rosy
Sono nata in provincia di NA.A 10anni ci siamo trasferiti a GE.perché mio padre essendo marittimo con le navi faceva spesso scalo in questa meravigliosa città.Vi ho vissuto per 35anni:tutta la fanciullezza e oltre.Poi mi sono trasferita in provincia di BS.Qui vivo e sono ormai nonna e pensionata.Cosa dire di me? Parlo
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Vivì2 ottobre 2011
Sale in sordina, e insinua intrigante il pensiero che assale come marea a lambir sogni inespressi e svolgono brame altrimenti occulte. Sfoga il desiderio su coste impetuose bagnate da risacca che ribolle e acquieta cullata dall'onde pacifiche dopo furiosa tempesta.
