Xxxix
IL convento posto è in cima al colle
là dove la chiesetta resta accosta,
raggiungere lo si può lungo la valle
tra i pendii rocciosi e loro crosta.
Arrancano i portantini per la calle
e tra fatica e riposante sosta
giungono alla pieve di sul colle
là dove, finalmente, ci s'arresta.
Un prete, un cappuccino francescano
si alternano in preghiera e in lettura
finché s'arriva al rito della mano.
Era costei donna di nobile cuore,
dama gentile, seria, d'alta statura;
s'è dipartita e ai suoi lascia dolore.
Ma la sua vita non è terminata
ch'è giunta nella Casa del Signore
ove l'anima s'è purificata
avvolta dalla pace e dall'amore.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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Lorenzo Crocetti5 ottobre 2011
Un piacevole procedere poetico in rima, anche se, purtroppo, l'autore (o l'autrice) non si accorge che il ricercato e musicale endecasillabo si cangia talvolta in un dodecasillabo. Esempio: "Era costei donna di NOBILE cuore". Bastava togliere la "e" e scrivere: "Era costei donna di NOBIL cuore". L'endecasillabo, in tal caso, era ricostituito.
