Punto... scaltro
Passa un giorno, passa l'altro
mai non cambia il fiero Arturo
egli era poco scaltro
e voleva fare il duro.
Fare il duro col nemico,
che albergava in mezzo ai rapi
e nomavasi, vi dico,
il Signore delle Api.
Il Signore era invidioso
della Spada dell'Arturo:
quell'Escalibur orgoglioso,
che pendea dal suo cinturo.
Stette, quindi, alle vedette,
il Signore delle Api,
e di notte nascondette
mille arnie infra li rapi.
La mattina, il fiero Arturo
fischiettava fra li campi:
non sapeva che il futuro
riservava pochi scampi.
Non aveva messo l'elmo,
né visiera avea prodotta;
ed invece di una cotta,
lui portava una maglietta.
Nero il tutto: anche, nel viso,
sopracciglia, e in testa il crine.
Non sapeva ch'era inviso
tal colore alle Assassine!
Quando il videro, attaccollo
dieci, cento et un milione!
Il meschino sguainollo
il pur celebre Spadone!
Ma le Api eran furiose:
lo pungevano alla lesta
e lo povero si dava
dei gran colpi sulla testa!
Cadde dunque senza sensi
e vi dico, o miei curiosi
prima di quanto si pensi,
ebbe ponfi perniciosi.
Ebbe ponfi sullo capo,
sul torace, e le Birbone
non avevan risparmiato
neanche il celebre spadone!
Giacque in posizion supina
quanto tempo non si sa
fino a che sua sorellina
lo trovò a boccheggiar.
Da lo medico insisteva
la pietosa a lo portar!
Ma l'Arturo non voleva
suo spadone rivelar.
Fra la vita e fra la morte
egli stette nel patir;
ma egli era troppo forte,
non potea certo morir!
Però l'Arthur non sapeva
che, incurato, il suo spadone
poco a poco, ahimè, perdea
tutta quanta la sua azione...
Passa un giorno, passa l'altro
mai non cambia il prode Arturo:
perché ei fu sì poco scaltro,
oramai non l'ha più... duro!
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L'autore
anna maria grotti
Sono una "ragazza degli anni '60". Marito, una figlia, due nipotine: sono i miei Amori. Ancora una mamma, che adoro. Un babbo, molto importante per me, perso da poco. Cattolica praticante, con sempre tanta, tanta voglia di diventare migliore;ma lotto da sempre contro la pigrizia. Ho insegnato Italiano, Storia e G
Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita5 ottobre 2011
me la ricordo, una poesia che molto mi divertiva alle medie, originale il riadattamento, complimenti
renato carpentino5 ottobre 2011
Ottimo verso a quella famosissima poesia di Giovanni Visconti Venosta intitolata -La partenza del crociato- o anche Il prode Anselmo, famosa tanto da ispirare Monicelli e contribuire alla creazione del suo Brancaleone da Norcia.
