Il vivandaio
Il vivandaio delle mie esternazioni ha un respiro corto.
Lontano da falsi ideali coltivo volutamente il pensieroso silenzio.
La natura della mia cattività si ciba di rare emozioni.
Il conto delle mie speranze è sempre un numero indivisibile.
Quando processerò le mie ambiguità ritornerà la sorte, unica dea.
Limpidi ruscellii abbeverano la mia inclinazione in un gioco d'aspettative.
Correrò più forte della mia volontà per inseguire il domani.
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