Il Mulino
Ci avvolge il silenzio di giorni altri,
eppure pulsano già tiepidi
il respiro che mischia al malto,
o l'amore, scendiletto rubino,
sbadiglio sbiancato
su rattrappite memorie:
sul cotto crepato
puoi gattonare a polmoni aperti,
In cassettiere imperiali
posso cercare, ingordo di vita,
parole nascoste e cicatrici mute.
E credi, non è tempo per parlare, no.
Le tende coprono corde.
La luce è nel tempo.
Tu dormi e non solo.
La vita non l'avevamo sognata, no.
Scendeva come un gatto
Sui passamano legnosi del nostro stupore.
Ancora dovevamo vedere,
Stanze di pietra senza temperatura
E porte che non chiudono.
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Commenti (1)
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Amara9 ottobre 2011
...per quanto, leggendo e rileggendo (esclusivamente secondo il mio gusto) avrei ripulito di qualcosina il testo... vederlo nel limbo del portfolio trovo sia inaccettabile... e mi piacerebbe conoscerne il motivo che non riesco davvero ad immaginare... - molto belli i sei versi di chiusura... e ci sono passaggi che mi hanno davvero catturato...
