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Introspezione 9 ottobre 2011 · lettura 1 min · 1242 letture

Troppi nomi per me

G
Genesio 22 poesie pubblicate
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Silente nell'ombra, come l'albero che ho ingannato nell'attesa insieme al ragno paziente che mi ha mostrato come tessere la tela ed aspettare. Tardivo e lontano, come il rimprovero lanciato da uno specchio giusto un attimo prima di voltargli le spalle Amaro e pesante, come il suono del fasciame spezzato della nave della mia vita alla deriva. O come una gomena lasciata in bando Tra scogli disumani d'accoglienza. Luminoso e accecante, come una stella cadente caduta troppo in fretta per ascoltare il desiderio che non ho fatto in tempo a formulare Vibrante, come corde di chitarra carezzate dalle mie vecchie mani di liutaio mentre mi scopro un'altra volta antico ma non lo sospettavo, ne ero certo. Presente, Come il vento che sento Che spinge per rialzarmi E mi invita a non mollare. E ritornare a respirare.
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Genesio
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Commenti (2)

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Caterina Tagliani9 ottobre 2011

Ritorna, come in altre poesie il tema di domande inascoltate ma delle quali conosci le risposte e per questo... ritorni a respirare... Molto apprezzato lo stile e i continui parallellismi... in particolare sembra di vedere quella gomena lasciata... molto ben scritta... amaro e pesante... luminoso e accecante, vibrante... presente. Mi piace molto, complimenti

Marina Pacifici14 ottobre 2011

Di una struggente bellezza ed armoniosa malinconia questa raffinata Lirica colma di grazia. Sorprendono e commuovono le immagini poetiche che si susseguono come le onde durante la navigazione in mari molto agitati, durante la burrasca dell'esistere. Spettacolare l'immagine del suono amaro e devastante del fasciame della nave alla deriva. Tuttavia l'amarezza si conclude in soffusa speranza: "nel tornare a respirare". Segnalo.