Querelle di Budapest
Ezio Falcomer
135 poesie pubblicate
+ Segui
Sono un ragazzo fosfolipidico, alquanto triglicerico,
adeguatamente glicemico, politicamente tallassemico.
Epatico ed empatico nelle notti di luna piena.
Un simpatico adiposo tiroideo,
pseudoapollineo, non manicheo.
La mia concezione dei rapporti fra le sinapsi
rasenta lo scetticismo.
Adoro assumere sostanze psicotrope
come la serotonina, o l'endorfina, o l'adrenalina,
o la mia nipotina.
Sono percorso e devastato da processi metacognitivi
invalidanti ma esuberanti.
Da recessi conativi, incoativi, cogenti;
da riflessi speculari ipomaniacali e ancestrali.
In fondo, mi adagio in questa comoda ed ergonomica
ciclotimia bipolare
per un senso d'innata autodifesa.
Eterogabile, più che omologabile.
Non tanto fallocratico, quanto falloliberaldemocratico.
In fase postanale e postorale.
Epidurale quel tanto
da fondere l'inguinale e il supercorticale.
Sono un ragazzo complesso,
munito di vocalist, basso, chitarre, batteria e tastiere.
Una persona di devastante e ridente
espansività leucemica.
Con metastasi liriche incontenibili.
Con neoplasie espressive risentite e visionarie,
fra il dadaismo zurighese, il futurismo russo
e il bullismo iraniano.
Ho frequentato la Scuola di Praga,
quella di Francoforte.
Nel '68 ero alla Sorbona,
nel '77 alla Sor Maria.
Attualmente vado e vengo
fuori e dentro la Sor Angelica.
Ho conseguito anche dei Master in linguaggi non verbali
a Budapest, L'Avana e Bangkhok.
La mia Bildung è complessa, arabesca, stratificata.
Un castello di carta, una rondine primaverile,
una paglia infuocata,
un polo artico che si dissolve e autoassolve.
Un novyo de la muerte, un picaro de la vida.
Una testimonianza vivente delle aporie novecentesche
o delle rinascenze romano- barbariche.
Io, Angelus Novus e Homo Consumens,
mi godo questo sole geneticamente modificato,
tranquillamente seduto nel pergolato,
qui ad Eumeswil,
nella Terra del Tramonto.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Ezio Falcomer
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla vercelli12 ottobre 2011
Mi sembra una bella satira di alcune poesie pseudo- culturali che assemblano solo parole difficili, senza avere forse la minima conoscenza degli avvenimenti storici e dei processi cognitivi che regolano la mente.

