Sguardi morbidi color cielo
Nell'aria polverosa e umida,
osservo il sole che mi sovrasta
e allunga i suoi bracci invisibili,
attraverso un vuoto che non vedo.
Brezza salmastra e pungenti aromi di piante
percepisco, nel silenzio delle nuvole
evanescenti, che appaiono immobili,
ma che vagano al passo dei miei pensieri.
Ed ella comparve, un viso conosciuto
in un posto remoto e desolato,
ci guardammo e capimmo tutto immediatamente;
com'è piccolo il mondo, com'è strano il destino.
L'avevo già incontrata, e provai gli stessi brividi;
mi sentii in dovere di parlarle,
di stare con lei sulla riva del mare
sotto la luna, vivendo un copione inevitabile e fatale.
E la prima sera fu come se l'avessi conosciuta
da una vita, e così era, poiché ogni momento
era scandito e intensificato dalla risacca
spumosa del mare, dalla sua voce soave.
Mano nella mano sotto le stelle, senza spiegarsi
il perché di quelle emozioni calde e fluide
dentro di noi, travolti dagli istinti e scossi
dal contatto con la pelle dell'altro.
Carezze e baci sfiorati e freschi, promesse,
sogni e cicale che cantano nei prati,
i suoi capelli chiari, la sua pelle morbida e liscia,
un amore sul punto di sfociare nella follia.
E così ci trovammo a letto insieme,
come marionette, e io, incredulo, assaporavo il momento,
l'odore intimo di lei ed il suo corpo mi parve il paradiso,
vento lieve, sogni e brividi nella penombra.
E fu passione senza freni, allo stato puro,
estasi del corpo e della mente,
le sue mani unite alle mie a rafforzare
il legame carnale e spirituale che aveva preso vita.
Il suo caldo e umido segreto, il buio
e le sue labbra sulle mie, la sua voce
rotta che mi sfiora l'orecchio,
e mi sibila promesse che non capisco.
E nell'aria leggera del mattino
la vedo sfiorata da una luce tenue,
e la bacio morbidamente sul viso
e mi dirigo verso il mare piatto e scintillante.
E i miei pensieri già rivolti al futuro,
inesorabilmente si espandevano come
piccole onde sull'acqua verso speranze
perfette, ma false, nel mare della felicità.
E ogni goccia del mare in cui ero immerso
acquistò consistenza bisbigliandomi
consigli perfetti, poi la vidi sulla spiaggia bianca
e mi sembrò un'altra, sorrisi senza accorgermene.
Il sole pungente mi massaggiava le spalle
e osservai il suo corpo ed il suo colorito
come fosse stato un dipinto roseo e candido,
e l'alba di una nuova consapevolezza si dischiuse sul mare.
Giorni irrangiungibili, non descrivibili
attraverso le parole,
ma rievocabili al mio interno,
in un incommensurabile emozione di leggerezza.
Avevo imparato ad amarla,
mi affascinava ogni sua sfumatura,
ogni sua singola parola, ogni movenza;
sguardi morbidi color cielo.
Esagerazioni poetiche,
intime in ogni parola,
che mi incatenano al ricordo
che ho di lei.
E una sera, sotto le stelle, sulla sabbia fredda,
la sua voce mi attraversò il petto come un ago caldo:
-Ti amo-,mormorò, e il mio animo
spiccò un salto improvviso.
Come se un guanto di velluto
mi avesse avvolto il cuore,
percepii una leggerezza del corpo,
fino al viso; fu un fuoco di vetro che si sciolse in me.
Ogni secondo era una vita, -anch'io ti amo-, risposi,
incredulo di una simile contentezza,
e la baciai e mi sentii sollevare
su per un tunnel bianco e volteggiante.
La sensazione della sua pelle umida sulla mia,
mentre sfioro le sue labbra salate,
e non sento acqua di mare,
ma percepisco una nuova emozione agrodolce.
In mezzo agli alberi notturni,
lontani da tutto, con il solo sguardo
della luna come accompagnatore,
lei mi fissa col suo sorriso infantile.
E lei sparì,
e mi sentii inerme e vuoto,
avevo già vissuto tutto,
e nella mia mente, l'immagine del suo viso.
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