La benedizione
La benedizione,
quella che non passa mai per lo spirito fermo,
ma per i singulti degli irrefrenati,
ricorre alla corsa lontana, nel fuori, nel tempo.
Come di un secondo, cambiano
le mire non combinate di un assorto assalitore,
così in un secondo dopo,
non sanno riscendere le stille argentee, le tante,
dell'acqua scoppiata da lui, sopra le teste giganti,
degli altri, infiniti che con mani con occhi,
scendono giù per l'infinito viso.
Come per aprire le porte della vendetta,
così tanti nacquero nel non sentire, poi,
i gemiti dell'acqua che scrosciava,
giù per un eterno,
giù fra mille spigoli,
come i fiumi ritorti che non dicono,
e non pensano altro che tentare di mordere la sorgente.
Così tanti al fare cenno,
risalgono bagnati,
per le sponde parietali,
dei sempre misti segni di sicurezza,
assorti.
©
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