Un Abbandono Che Non C'è
Daniela Pacelli
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S'affievolisce il maestrale al giunger della sera
ancorandosi con le braccia
sulle ore bruciate dalla luce del giorno
per paura d'essere abbandonato
e tutt'intorno nasce la quiete
mentre mi specchio in questa tela
or che l'anima mia
plana dolcemente
sulla pista d'un mare calmo
E svanisce la paura
che tortura
corrode
e consuma l'essere
come un macigno a comprimere le tempie
timore di cadere
di perdere ciò che il sudore ha conquistato
paura di ricominciare ogni volta a vivere
dentro i vestiti d'un nuovo tramonto
nell'attesa che giunga l'alba coi suoi sogni
ma la tempesta arresta il vortice delle emozioni
e in uno sguardo rassicurante ritrovo conforto
ora che non m'investe più la paura di perdere te
perché non mi perderò
dentro la paura d'un abbandono che non c'è
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita14 ottobre 2011
molto bella , vinte le paure, si ritorna a vivere con la pace nel cuore, apprezzata
Rita Stanzione14 ottobre 2011
l'animo libero che emerge, vinte le paure insite nell'amore... vinte mai per sempre, forse... ottima poesia, dal bel ritmo, complimenti Daniela

