Col mio Io nella natura
Quei pomeriggi morenti,
stranamente freschi d'estate,
quando il sole declinava
creando scie molli all'orizzonte,
sfumate d'oro e di arancio,
e mi affacciavo alla finestra
sull'infinito,
sorridendo leggermente,
ma nell'anima ridendo,
con tutto il paesaggio
che mi contemplava languidamente,
e respiravo la brezza
che sapeva di mari nuovi,
di speranze mai avute,
immaginando già le vicende
che avrei vissuto,
con un brivido di mistero
e soggezione,
ma non avevo minima preoccupazione,
perché io non avrei vissuto
nel mio io,
ma col mio io
nella Natura e nella gente.
E vivevo con tremore sordo
e costante, connubio
di emozioni e aspettative,
un'adrenalina priva
di effetti collaterali,
nella quale vivevo
ogni accadimento
con un distacco felice e passivo,
vivendomi nei sorrisi
delle persone, negli alberi,
nelle strade fatte di gente,
e nel tramonto traslucido
sul mare
©
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